lunedì 12 marzo 2012

Preghiera del cieco nato

   Non c'è peggior cieco, Signore, di chi non vuol vedere. E ne è passato del tempo perché anch'io mi accorgessi di non vederci.

   Non è facile, Signore, ammettere di essere ciechi quando tutt'attorno fanno a gara per dimostrare di avere la vista più acuta, di scorgere il futuro, di indovinare ciò che è nascosto, di cogliere quanto è in profondità. 
   Solo quando mi sono reso conto di essere immerso nella notte, solo quando ho percepito con smarrimento e angoscia di non poter venirne fuori con le mie sole forze, solo allora ho inteso la Tua voce, ho avvertito la Tua presenza e Tu mi hai potuto aprirmi gli occhi.

   Allora ho gettato uno sguardo nuovo su di me e sulla realtà che mi circonda. 
   Ho raccontato la mia storia, ma non ho trovato gente disposta a credermi. 
   Anzi, ho visto crescere attorno a me l'irritazione e l'imbarazzo, la repulsione e il rifiuto.

   Non importa, Signore, quello che conta veramente è l'averTi incontrato e credere in Te perché questo ha cambiato la mia vita.

Gesù e il cieco nato
Basilica di Sant'Angelo in Formis (Capua)
Gesù e il ceco nato (XI secolo)